1,409 research outputs found

    Controllo decentralizzato per la gestione di sciami di velivoli autonomi

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    controllo decentralizzato di formazion

    Sfide ambientali ardue e vision condivisa di rete

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    E\u2019 opinione diffusa che il network costituisca una delle risposte organizzative pi\uf9 efficaci, in molti casi una vera e propria \u201cconditio sine qua non\u201d, per affrontare con successo sfide ambientali \u201cardue\u201d. Meno diffusi e soprattutto consolidati sono gli studi e le opinioni in riferimento a quali siano le \u201ccapacit\ue0 organizzative distintive\u201d che permettano ad alcuni network di costituirsi, svilupparsi ed affermarsi meglio di altri nel fronteggiare tali sfide. Pi\uf9 di importanti network privati di successo, il network ibrido pubblico non-profit pu\uf2 dimostrarsi capace di sviluppare \u201cdifferenziali organizzativi\u201d, ossia un \u201cbagaglio di capacit\ue0 organizzative distintive\u201d, tali da permettergli di affrontare e vincere sfide ambientali particolarmente ardue. Ci\uf2 appare confermato nel settore della conservazione dei beni ambientali e culturali. L\u2019obiettivo della presente ricerca \ue8 di identificare alcune delle capacit\ue0 organizzative distintive di quel network che da pi\uf9 di otto decenni \ue8 la realt\ue0 organizzativa leader a livello mondiale nel settore della conservazione dei beni ambientali e culturali. L\u2019ambito di indagine \ue8 costituito dall\u2019insieme di organizzazioni che negli Stati Uniti concorrono, con ruoli diversi, alla gestione delle risorse naturali e culturali definite di interesse nazionale. In particolare l\u2019analisi si \ue8 focalizzata sull\u2019organizzazione pubblica che ricopre un ruolo centrale nel network (l\u2019US Department of Interior - National Park Service) e sui partner riconosciuti di maggior rilievo istituzionale. L\u2019oggetto dell\u2019analisi include anche le relazioni intercorrenti tra queste diverse organizzazioni studiate

    L\u2019azienda turistica sostenibile. Prospettive culturali e assetti di network

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    Il tema dello sviluppo turistico sostenibile e delle aree protette visto nella prospettiva dell\u2019organizzazione aziendale. Il lavoro intende dare una risposta organizzativa ad alcuni quesiti di fondo: perch\ue9 alcuni sistemi turistici locali sono riusciti a vincere la sfida della sostenibilit\ue0 ed altri no? Come mai questi traguardi sono stati raggiunti quasi esclusivamente solo dove sono state istituite delle aree protette? Permeato dell\u2019esperienza dei parchi nazionali statunitensi, nei quali l'autore ha svolto per quattro anni ricerca intervento, il testo offre interessanti spunti di riflessione anche per tutti quegli amministratori o esperti di settore che desiderino migliorare l\u2019offerta turistica locale in termini di ecoturismo o di heritage tourism

    I parchi come laboratori di sviluppo responsabile: il caso Asinara

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    L’Asinara rappresenta un “locum unicum” nel Mediterraneo Nord Occidentale. Il carattere di unicità, se valorizzato adeguatamente secondo i parametri nello sviluppo responsabile, può costituire una fonte di vantaggio competitivo, nonché il motore trainante per lo sviluppo dell’Area Vasta che si affaccia sul Golfo dell’Asinara. L’istituzione dell’area protetta, e dell’organizzazione che la gestisce, è uno strumento potenzialmente capace di conservare l’unicità di questo territorio e farne il perno per una strategia di sviluppo turistico responsabile. Dotare l’organizzazione pubblica che gestisce l’area protetta di idonee risorse e competenze potrebbe significare farne un ente propulsore e garante di responsabilità sociale a livello sistemico. L’ente parco potrebbe facilitare l’identificazione e la condivisione a livello locale di una vision sistemica, ovvero aggregare attori che creino un “cultural e visionary network” trainato dall’obiettivo di fare dell'Asinara un laboratorio di sviluppo responsabile per l’area vasta in cui si trova inserita e u riferimento importante per altre località costiere sarde e del Mediterraneo Nord Occidentale più in generale

    Social network imprenditoriali e apprendimento olografico

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    Nelle reti imprenditoriali di tipo sociale il tessuto valoriale sembra facilitare la diffusione della conoscenza e i processi di apprendimento di lungo periodo. Oltre la condivisione dei valori, l’esistenza di una vision condivisa può conferire agli attori del network un’alta proattività, e una spinta verso forme di apprendimento evolute, come quelle olografiche (ovvero la capacità di una rete di espandere le proprie competenze innovative, basata sulla presenza di idee di governo comuni, in particolare core values e vision di rete). Lo studio si fonda sull’ipotesi secondo cui la capacità di una rete di mettere in atto processi di apprendimento evoluti sia connessa alla condivisione dei valori degli attori. L’ipotesi è stata testata in una rete di 25 imprenditori uniti dall’obiettivo di stimolare la diffusione della conoscenza e lo sviluppo economico-culturale di uno specifico territorio (milieu). Dall’analisi empirica è emerso che, data la condivisione di valori tra gli imprenditori, la rete potrebbe sviluppare processi olografici di apprendimento. Tali processi, però, spesso non sono spontanei: occorre gestirli in modo tale da evitare barriere cognitive e creare le condizioni culturali e strutturali che facilitino una continua condivisione di conoscenza

    Achieving Success under Pressure in the Conservation of Intensely Used Coastal Areas

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    2siUnderstanding how conservation and socioeconomic development can be harmonized in organizational and social- ecological systems is at the core of sustainability science. We present the case of an organization that manage a Mediterranean marine protected area (MPA), the Tavolara-Punta Coda Cavallo MPA, that exhibits high ecological performance under intense pressure from fishing, tourism, and coastal development. This case study illustrates how socioeconomic development and significant conservation benefits can coexist, even in a challenging context. Based on this case study, we present a framework for what elements and interactions have determined the high ecological performance of this MPA, and highlight the key organizational leverages that have enabled ecosystem recovery. In particular, the most critical elements underlying high performance were sufficient leadership and knowledge to identify a conservation vision and to catalyze some key actors in the implementation of this vision. Thus, success was ultimately determined by the ability of the leadership of the MPA to devise and implement an effective strategy, with the support and participation of key actors that were external to the MPA organization. The insights from this case study may be applicable to improving MPA management in other systems with similar characteristics, including high human pressures and the presence of an MPA authority.openMICHELI F.; NICCOLINI F.Micheli, F.; Niccolini, Federic

    Ecoturismo in Europa: metodologie per l\u2019eccellenza

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    L\u2019ecoturismo \ue8 un segmento che presenta forti potenzialit\ue0 per indirizzare l\u2019intero comparto turistico nella direzione della conservazione della natura, della Corporate Social Responsibility e dello sviluppo sostenibile. Per il raggiungimento di tale complessa sfida, \ue8 fondamentale che le organizzazioni impegnate nella filiera ecoturistica sviluppino un approccio sistemico riguardo l\u2019organizzazione, il management e il processo strategico. Per la valutazione dell\u2019efficacia di un sistema ecoturistico, \ue8 essenziale sviluppare una riflessione sulle varie metodologie per la ricognizione delle esperienze di successo

    Unravelling the Impact of Temporal and Geographical Locality in Content Caching Systems

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    To assess the performance of caching systems, the definition of a proper process describing the content requests generated by users is required. Starting from the analysis of traces of YouTube video requests collected inside operational networks, we identify the characteristics of real traffic that need to be represented and those that instead can be safely neglected. Based on our observations, we introduce a simple, parsimonious traffic model, named Shot Noise Model (SNM), that allows us to capture temporal and geographical locality of content popularity. The SNM is sufficiently simple to be effectively employed in both analytical and scalable simulative studies of caching systems. We demonstrate this by analytically characterizing the performance of the LRU caching policy under the SNM, for both a single cache and a network of caches. With respect to the standard Independent Reference Model (IRM), some paradigmatic shifts, concerning the impact of various traffic characteristics on cache performance, clearly emerge from our results.Comment: 14 pages, 11 Figures, 2 Appendice

    Temporal Locality in Today's Content Caching: Why it Matters and How to Model it

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    The dimensioning of caching systems represents a difficult task in the design of infrastructures for content distribution in the current Internet. This paper addresses the problem of defining a realistic arrival process for the content requests generated by users, due its critical importance for both analytical and simulative evaluations of the performance of caching systems. First, with the aid of YouTube traces collected inside operational residential networks, we identify the characteristics of real traffic that need to be considered or can be safely neglected in order to accurately predict the performance of a cache. Second, we propose a new parsimonious traffic model, named the Shot Noise Model (SNM), that enables users to natively capture the dynamics of content popularity, whilst still being sufficiently simple to be employed effectively for both analytical and scalable simulative studies of caching systems. Finally, our results show that the SNM presents a much better solution to account for the temporal locality observed in real traffic compared to existing approaches.Comment: 7 pages, 7 figures, Accepted for publication in ACM Computer Communication Revie
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