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Assessment of in‐situ gelling microemulsion systems upon temperature and dilution condition for corneal delivery of bevacizumab
Bevacizumab (BVZ), a recombinant humanized monoclonal antibody, has recently been proposed as a topical application in the treatment of anterior segment neovascularization; however, as there are some disadvantages in the administration of common eye-drops, ophthalmic topical drug delivery systems are under study to improve the precorneal residence time, reducing the frequency of administration. In this work, oil-in-water and water-in-oil BVZ-loaded microemulsions are developed, able to increase their viscosity, either by the formation of a liquid-crystalline structure upon aqueous dilution, thanks to the presence of Epikuron® 200 and polysorbate 80, or by body-temperature-induced jellification for the presence of Pluronic® F127 aqueous solution as an external phase. In oil-in-water microemulsion, hydrophobic ion pairs of BVZ were also prepared, and their incorporation was determined by release studies. Microemulsions were characterized for rheological behavior, corneal opacity, in vitro corneal permeation, and adhesion properties. The studied microemulsions were able to incorporate BVZ (from 1.25 to 1.6 mg/mL), which maintained dose-dependent activity on retinal pigment epithelial ARPE-19 cell lines. BVZ loaded in microemulsions permeated the excised cornea easier (0.76–1.56% BVZ diffused, 4–20% BVZ accumulated) than BVZ commercial solution (0.4% BVZ diffused, 5% accumulated) and only a mild irritation effect on the excised cornea was observed. The good adhesion properties as well the increased viscosity after application, under conditions that mimic the corneal environment (from 1 × 103 to more than 100 × 103 mPa·s), might prolong precorneal residence time, proving these systems could be excellent topical BVZ release systems
Cost-effectiveness of a melanoma screening programme using whole disease modelling
OBJECTIVE: To assess the potential impact of a melanoma screening programme, compared with usual care, on direct costs and life expectancy in the era of targeted drugs and cancer immunotherapy. METHODS: Using a Whole Disease Model approach, a Markov simulation model with a time horizon of 25 years was devised to analyse the cost-effectiveness of a one-time, general practitioner-based melanoma screening strategy in the population aged over 20, compared with no screening. The study considered the most up-to-date drug therapy and was conducted from the perspective of the Veneto regional healthcare system within the Italian National Health Service. Only direct costs were considered. Sensitivity analyses, both one-way and probabilistic, were performed to identify the parameters with the greatest impact on cost-effectiveness, and to assess the robustness of our model. RESULTS: Over a 25-year time horizon, the screening intervention dominated usual care. The probabilistic sensitivity analyses confirmed the robustness of these findings. The key drivers of the model were the proportion of melanomas detected by the screening procedure and the adherence of the target population to the screening programme. CONCLUSIONS: The screening programme proved to be a dominant option compared with usual care. These findings should prompt serious consideration of the design and implementation of a regional or national melanoma screening strategy within a National Health Service
Conto consolidato della spesa sanitaria nella Regione Lombardia e patto di stabilit\ue0\ua0 interno. I contenuti del patto di stabilit\ue0\ua0 interno per le Aziende sanitarie della Regione Lombardia
CIFREL, Centro Interuniversitario di Finanza Regionale e Local
Study of Nanobiomaterials with Bio-based Antioxidants: Interaction of Polyphenol Molecules with Hydroxyapatite and Silica
Definizione di un set di indicatori per il monitoraggio e la valutazione dell'attivit\ue0\ua0 sanitaria
La ricerca si e\u300 posta l\u2019obiettivo di pervenire ad una proposta ragionata di un set di indicatori rivolti al monitoraggio e alla valutazione dell\u2019attivita\u300 sanitaria, privilegiando l\u2019identificazione di un quadro di riferimento concettuale, in grado soprattutto di tracciare la direzione di un percorso metodologico, piuttosto che concentrarsi soltanto su aspetti di tipo operativo o sulle implicazioni tecnico-statistiche degli indicatori proposti. Infatti, a fronte di una ricchissima letteratura internazionale in tema di indicatori per la valutazione delle organizzazioni e dei sistemi sanitari, spesso non e\u300 identificabile con altrettanta chiarezza, all\u2019interno delle iniziative realizzate in diversi paesi, il collegamento tra gli indicatori e i modelli di analisi che li sostengono. In altre parole, secondo la nostra opinione, ad una apparente abbondanza in materia di strumenti operativi di misura dei fenomeni sanitari, corrisponde una sostanziale scarsita\u300 di riferimenti concettuali, all\u2019interno dei quali tali strumenti possano collocarsi in modo armonico.
Alcuni dei tentativi compiuti hanno privilegiato aspetti specifici dell\u2019assistenza sanitaria (ad esempio, ospedaliera, farmaceutica, ecc.); altri hanno invece perseguito una visione d\u2019insieme moltiplicando il numero di indicatori piuttosto che sceglierne alcuni, significativi e rilevanti, in grado di rappresentare in modo sintetico gli aspetti cruciali e strategici del sistema stesso. In generale, molte delle esperienze esistenti non hanno definito una precisa gerarchia concettuale capace di organizzare gli indicatori stessi in un disegno compiuto e consentire quindi la disponibilita\u300 di un efficace quadro di controllo (\u2018cruscotto\u2019) per il monitoraggio del funzionamento ordinario del sistema, per l\u2019interpretazione dei risultati ottenuti, per l\u2019individuazione precoce delle disfunzioni e delle loro possibili cause
Per quanto riguarda l\u2019Italia, la ricerca di assetti organizzativi e gestionali soddisfacenti, condivisi e coerenti con gli obiettivi propri del servizio sanitario nazionale, ha determinato negli ultimi 20 anni ripetuti interventi normativi ed una notevole turbolenza interna al sistema. La riforma piu\u300 recente, la riforma ter, introdotta con il Dlgs n. 229 del 1999, si e\u300 inserita in un percorso di riassetto dei servizi sanitari regionali che ha portato a scelte anche marcatamente diverse da parte delle Regioni, in parte determinate da differenze strutturali e organizzative delle reti di servizi sanitari esistenti nelle specifiche realta\u300, in parte da posizioni culturali e ideologiche differenti, che si sono riflesse nelle politiche sanitarie dei governi regionali.
A questo intervento normativo si affianca quello, non direttamente riferibile al settore sanitario, relativo al decentramento fiscale (Dlgs. 56/2000 di attuazione dell\u2019art. 10 della legge 133/1999), che prevede una progressiva autonomia delle regioni sul piano fiscale ed una rimozione dei vincoli sull\u2019utilizzo dei fondi disponibili, pur mantenendo un meccanismo di perequazione delle risorse finanziarie atto a garantire livelli essenziali di assistenza sanitaria nelle diverse regioni.
In definitiva, la ricerca ha inteso fornire un contributo di carattere metodologico e proporre uno strumento di lavoro sufficientemente flessibile, offrendo innanzitutto, a tal fine, uno schema concettuale di riferimento in grado di \u201cguidare\u201d la progettazione operativa, non affrontata nella presente ricerca. Tenendo conto delle iniziative gia\u300 realizzate in ambito internazionale e sottoposte a revisione critica nella prima fase della ricerca, il gruppo di lavoro ha quindi sviluppato, in questa fase, un modello esplicito di analisi di un sistema sanitario, che consenta di \u201cleggerlo\u201d e \u201cvalutarlo\u201d nei suoi \u2018(s)nodi\u2019 piu\u300 rilevanti e ha proposto un profilo esemplificativo di indicatori ritenuti idonei a ricavare informazioni utili per tali scopi. Cio\u300 e\u300 stato pensato per consentire \u201cletture\u201d e \u201cvalutazioni\u201d del sistema sanitario sia in termini assoluti, rispetto alle finalita\u300 che il sistema stesso si propone, sia in termini relativi, attraverso il confronto delle performance di sistemi analoghi per finalita\u300 ma differenti sul piano delle scelte, organizzative e gestionali.
Il nuovo scenario federalista (delineato dalle recenti variazioni normative del quadro istituzionale), con la conseguente maggiore differenziazione organizzativa tra le diverse regioni, rende ancor piu\u300 opportuna la costruzione di un appropriato insieme integrato di indicatori in grado di consentire confronti in termini di impegni di risorse destinate alla sanita\u300 e di risultati in termini di salute, con la duplice finalita\u300 di: (i) monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza, (ii) benchmarking tra i diversi sistemi regionali
Solvent-free synthesis of Ser\u2013His dipeptide from non-activated amino acids and its potential function as organocatalyst
Short homopeptides (up to 3-mer) of serine and histidine, as well as Ser\u2013His and His\u2013Ser hetero-dipeptides, are produced from non-activated amino acids by using facile chemical vapor deposition and TiO2 nanoparticles as catalyst. The assessment of the formation of peptides is based on spectroscopic data such as in situ FT-IR and mass spectrometry. Evidence of the capability of Ser\u2013His to promote hydrolysis of peptide bonds in hexaglycine is provided, contributing to the debate on the effectiveness of this dipeptide as an organocatalyst
Chemistry behind leather: Life Cycle Assessment of nano-hydroxyapatite preparation on the lab-scale for fireproofing applications
Human population has set in motion productive systems through which huge energy and resource flows are extracted and manipulated causing various negative externalities. In this context, Life Cycle Assessment (LCA) may facilitate identifying the links between the product for which the company is responsible and the economic, environmental and social dimensions which it operates into. This research aims at contributing to assessment and improvement of sustainability of the chemistry behind leather manufacturing. This was done through LCA application to, explore the relevant environmental issues in the preparation of nano-hydroxyapatite (nano-HA) at the lab scale, a promising biomaterial for improving leather fireproof properties. The work is one of the first-time experiences of LCA application in this field, and so the authors believe that it may contribute to enhancement of the subject literature and knowledge. The effect on collagen matrix on leather has been investigated, indeed, only for Hydroxyapatite (HA), that is, the starting material for new nano-formulation. Through their study, the authors found that the major production hotspots stay in the consumption of electricity and phosphoric acid (one of the two reagents), and in the acquisition of all input chemicals to the process. By doing so, the study may serve as the essential base for identification of new chemical formulations for improvement of the environmental sustainability associated with the process
